Wyler Vetta

Classico italiano. Dal 1896.

Wyler Vetta,
un’affascinante
storia italiana.

Acquistati per sé o donati in occasione di importanti ricorrenze e anniversari, gli orologi Wyler Vetta hanno vestito i polsi di almeno cinque generazioni.

Il marchio affonda le proprie radici tra Ottocento e Novecento, quando Paul Wyler lancia e consolida Wyler a livello internazionale, in particolare in Svizzera, Francia, Germania, UK, Hong Kong e Stati Uniti.

In Italia, l’imprenditore Innocente Binda ne intuisce le straordinarie potenzialità e lo presenta con il nome di Wyler Vetta, dal suono più italiano, sicuramente più gradito al pubblico in quel momento storico.

Wyler Vetta, Wyler Vetta Incaflex, Wyler Incaflex e Wyler (Geneve) sono le diverse sfumature assunte negli anni dallo stesso marchio, caratterizzato da quell’“Incaflex” che, da straordinaria rivoluzione tecnica, è diventato nel tempo un’apposizione riferita tanto a Wyler quanto a Wyler Vetta.

I fondatori del marchio Wyler Vetta nascono nella seconda metà dell’Ottocento. Alfred e Paul Wyler nella cittadina svizzera di Bienne; l’imprenditore Innocente Binda, invece, in un piccolo centro sulle rive del Lago Maggiore.

Incaflex

1927

Nel 1927 Paul Wyler inventa Incaflex, un nuovo e rivoluzionario tipo di bilanciere, resistente e robusto, caratterizzato da una spirale a bracci flessibili in grado di assorbire gli urti e salvaguardare i movimenti.

Inizia l’era moderna dell’orologeria da polso.


L’innovazione
continua

1932

L’anno 1932 rappresenta un’altra fondamentale tappa nell’evoluzione del marchio: viene inventata la prima cassa per orologi a tenuta stagna, perfettamente resistente all’acqua.

Si apre così la strada allo sviluppo degli orologi sportivi per il mercato dell’orologeria mondiale.

Il primo orologio
a carica automatica
di Wyler.

1935

Il primo orologio automatico nasce da un’idea semplice quanto ingegnosa: sfruttare i movimenti naturali del polso per azionare un doppio fondello che, esercitando una pressione su un pulsante, ricarica il movimento.

L’azienda Binda

1906

Nel 1906 Innocente Binda apre il suo piccolo negozio di orologi a Besozzo, sul Lago Maggiore.

Durante i primi anni del Novecento stringe rapporti con fornitori svizzeri, tra i quali Paul e Alfred Wyler e sviluppa un’intensa attività commerciale per la rivendita di pezzi e meccanismi in Italia, trasferendosi presto a Milano.

Wyler Vetta in Italia

1933

Nel 1933, tra le due guerre, viene registrato in Italia il marchio Wyler Vetta, nato dalla combinazione di un nome straniero (Wyler, marchio acquisito definitivamente da Binda nel 1993) e uno italiano (Vetta, marchio già distribuito in Italia, di proprietà Binda).

Nel mondo intanto continua il successo del marchio Wyler.

In Italia Wyler, con la sua gamma prodotti e la tecnologia originari, diventa dunque Wyler Vetta, sintesi di perizia e rigore svizzeri e stile italiano e va ad aggiungersi ai marchi già presenti nel portafoglio dell’azienda Binda, tra cui Breil, Jean Daniel e Vetta (marchio da sempre indipendente e differente da Wyler Vetta, sia per posizionamento tecnico che di prezzo).

La fabbrica
Wyler S.A. a Bienne

1959

Nel 1959 viene inaugurata a Bienne la Maison Wyler, per la produzione degli orologi Wyler e Wyler Vetta.

Innocente Binda,
pioniere
del marketing
e della comunicazione

1934

Innocente Binda è uno dei primi a comprendere l’importanza di un ambasciatore della marca, oggi definito “testimonial”, e a sperimentare innovative forme di comunicazione.

Nel 1934 Wyler Vetta è infatti sponsor ufficiale della Nazionale italiana di calcio, campione del mondo. Durante i Mondiali del ’34 e del ’38 l’allenatore Vittorio Pozzo e tutti i giocatori, tra cui Meazza e Combi, indossano anche durante le partite gli orologi Wyler Vetta, dimostrandone l’estrema resistenza.

Il successo, commerciale e in termini di immagine, è enorme.

Paul Wyler e Innocente Binda furono precursori anche nella personalizzazione delle collezioni e coniarono infiniti loghi, ancora oggi di grande attualità ed efficacia.

Wyler Vetta
è l’orologio
delle celebrità

1950

Wyler Vetta è stato testimone di un’epoca memorabile, quella della “dolce vita”, sospesa tra le speranze della ricostruzione e l’entusiasmo di guardare avanti, di tornare a cantare con Sanremo, di ballare e andare al cinema.

In quegli anni numerose celebrità, sportivi e attori, vengono immortalate con un orologio Wyler Vetta al polso: da Gino Cervi a Isa Miranda, da Vittorio De Sica a Carlo Dapporto.

Anche nei decenni seguenti il fascino del marchio rimane assoluto, tanto che nuovi ambasciatori arricchiscono di continuo la sua storia: tra i tanti, Catherine Spaak, Massimo Dapporto, Marco Tardelli, Melanie Griffith e Richard Gere.

Grande prova
di resistenza

1956

Il 21 dicembre 1956 alcuni Wyler Vetta Incaflex vengono lanciati dalla Torre Eiffel a Parigi: una caduta di oltre 300 metri per provarne resistenza e robustezza.

L’esito è straordinario, tanto che un notaio registra il perfetto funzionamento degli orologi anche dopo l’incredibile volo. Qualche anno più tardi la prova verrà ripetuta a Seattle, con il medesimo risultato.

Lo stesso spirito anima il marchio anche ai nostri giorni, tanto che all’inizio degli anni 2000 il distributore di Wyler Vetta a Taiwan decide di rievocare la storica impresa sottoponendo gli orologi a prove di resistenza estreme.

Tra le tante forme di comunicazione utilizzate per promuovere il marchio troviamo anche un vero e proprio esempio di affissione dinamica ante tempore.

Negli anni cinquanta, infatti, una flotta di automezzi Alfa Romeo con il marchio Wyler Vetta bene in vista e con la riproduzione del classico orologio da uomo sulla fiancata, percorreva chilometri, consegnando le collezioni ai clienti di tutta Italia.

Nella gloriosa storia di Wyler Vetta si ritrovano pezzi di raffinata eleganza e fascino senza tempo.

Dopo 120 anni, le stesse caratteristiche si rinnovano e si evolvono nelle nuove collezioni.